Mindfulness e consapevolezza: a cosa servono

La mindfulness consiste nell’esercizio e nella pratica della consapevolezza, momento dopo momento, allo scopo di guadagnare la massima capacità di scelta su come agire nelle situazioni che maggiormente ci mettono in difficoltà. Ma anche per apprezzare al massimo delle cose belle che ci capitano durante la giornata.

Lo scopo principale della pratica della consapevolezza è rendere la persona attivamente consapevole di quello che va accadendo nel qui ed ora della propria esperienza privata, osservandola con curiosità e apertura, senza tentare di cambiarla. L’osservazione consapevole di quello che accade alla nostra persona, come pensieriemozionisensazioni.

 

La consapevolezza serve a vedere cosa accade anche dentro di noi

Perchè è così importante accorgersi di ciò che accade al nostro interno? Perchè è il primo passo per il cambiamento. Infatti spesso attribuiamo la causa del nostro agire a condizioni esterne o ad altre persone, evitando di assumerci la responsabilità del nostro comportamento; ma così facendo non ci accorgiamo che stiamo rinunciando alla nostra libertà di azione. La realtà e che siamo sempre noi a decidere come comportarci, anche se alcune condizioni esterne o interne a noi possono renderci le cose molto complicate. Ed è proprio nelle situazioni dove saremmo portati ad agire istintivamente, automaticamente, che si vede il beneficio di aver praticato la consapevolezza. La persona riesce a muoversi nelle situazioni che prima la bloccavano, e riesce ad apprezzare momenti che prima le sfuggivano.

Per esercitare la nostra consapevolezza (oggi chiamata anche mindfulness) esistono diverse pratiche, ciascuna che si è originata all'interno di una specifica cultura, ch sono state studiate ed assorbite dalla moderna psicologia e praticate e insegnate nell'ambito della terapia cognitivo comportamentale di ultima generazione.

 

Mindfulness non è rilassamento

Bisogna ricordare che le tecniche di mindfulness non sono servono a rilassarsi, nè sono un modo per sfuggire ad emozioni spiacevoli. Per quanto possa accadere che grazie agli esercizi di mindfulness la persona raggiunga buoni stati di rilassamento o sensazioni di benessere, questi vanno considerati effetti secondari, che possono anche non presentarsi e che non costituiscono l’obiettivo primario. In realtà la pratica della mindfulness, avendo lo scopo di aumentare la consapevolezza di tutte le emozioni e i pensieri che il soggetto sperimenta, può anche avere l'effetto inziale di causare un certo grado di disagio, poichè la persona affronta ciò che prima aveva sempre evitato.

Argomenti Correlati